Archivio mensile:marzo 2005

Buongiorno, sono Valeria cosa posso fare per lei?

Non si tratta di un buffo paragrafo di un libro di Benni. Al 187 rispondono veramente cosi’:

Gentile cliente, effettivamente c’e’ molto traffico e gli operatori sono tutti impegnati. Abbiamo ragione di ritenere che il primo operatore libero le risponderà.

L’annuncio precedente, solo quindici giorni fa, vantava elevati standard di servizio tipo (cito a memoria) Un nostro operatore vi risponderà entro 3 minuti. Evidentemente alla prova dei fatti quella stima si è dimostrata un po’ ottimistica, ma passare dal “Ci sentiamo tra 3 minuti” a “Vediamo se c’e’ qualcuno che ha voglia di rispondere dopo il caffè” mi pare un po’ eccessivo.

Le noci intorno al fuoco?

Ormai sono passate quasi ventiquattr’ore. Ma tu pensa se io, alla mia età devo ritrovarmi a canticchiare quasi ininterrottamente per ventiquattr’ore di fila

Donna Felicità
non ha l’amore!
Donna Felicità
lo vuol trovare,
glielo troveremo noi,
chi vuole coltivare la sua rosa?!?

Donna Felicità
non ha l’amore!
Donna Felicità
si sente sola,
l’accompagneremo noi
ragazzi
a cercare funghi e viole.

Qui ragazzi tutti qui
vediamo chi la sposa… sposa…
Scommettiamo che lo so
a chi darà la rosa… rosa!!!

Cosa ho fatto di male?

Affare fatto?

Un po’ come la guerra, anche le banche sono un male necessario. Sto per comprare casa (maggio 2005) e sono costretto a girare (almeno virtualmente) alla ricerca del “mutuo fatto su misura per me”. Che io non abbia molta stima delle banche è cosa conosciuta, ma quello che è successo ieri mi ha convinto che una cosa è essere “male necessario” e un’altra è essere “male necessario e stronzo”.

Nel momento in cui accendo un mutuo ricevo un prestito che mi impegno a risarcire con interessi: non si tratta di un’opera di bene. La banca fa soldi con i soldi. Io compero il servizio. Io sono il (potenziale) cliente. Cazzo, trattami bene.

La signorina della Banca Woolwich che mi ha chiamato ieri mi ha trattato sin dal terzo minuto di telefonata come un possibile truffatore, data la mia situazione lavorativa leggermente anomala, e quando le ho chiesto cosa ne sarebbe stato della mia richiesta se fossi ancora nella condizione di lavoratore a progetto (lo ero fino a 5 mesi fa, legittimo quindi fare domande) ha iniziato a riportarmi all’ordine con tono isterico. La telefonata si è conclusa con un’accordo vago di risentirci tra un mese (senza peraltro lasciare coordinate alla quale contattarla) ed un brusco “Buona giornata”.

Il fatto che la mia domanda o la mia situazione non le sia piaciuta è irrilevante. Ripeto: sono il potenziale cliente, cazzo, trattami bene. Un mutuo è un contratto ventennale durante il quale dovremo vederci ogni mese, signorina. Se al primo appuntamento lei mi urla nell’orecchio non iniziamo mica bene.

Anzi, con Lei non iniziamo affatto.

I grandi successi del software libero

Siamo nel marzo del 2005. Ho un PDF di dieci paginette, un computer capace di macinare milioni di informazioni in un microsecondo e una stampante. Merdaccia impestata se riesco a fargli sputare fuori queste dieci paginette che mi servono. Io chiamo acroread che chiama kprinter che chiama cups che chiama suo nonno, suo nonno non c’e’ forse è in bagno comunque non puo’ venire, fatto stà che alla fine dalla stampante non esce niente.

Andassero tutti a quel paese.