Archivio mensile:febbraio 2004

Una dolce mattina d’inverno.

Era mattina ed era prima delle 9:30 quindi non ero ancora del tutto sveglio. Alzato sì, ma sveglio non del tutto. Ero tranquillo fermo allo stop in attesa che finisse il verde che veniva da sinistra e che passasse pure il vecchietto in bicicletta che, bontà sua, fretta non aveva.
Metto la prima e inizio ad impegnare l’incrocio (bella questa, erano anni che volevo usarla) mentre sento uno strombazzare alle mie spalle. Guardo negli specchietti e vedo (in tutti e tre contemporaneamente) un mercedes nero che spazientito tenta un sorpasso a sinistr-destr-sotto accompagnando l’elegante manova a piovra con reiterati conati di clackson.
Alla fine opta per un bruciante 0-100-0 alla mia destra senza badare a frecce o orpelli simili per fermarsi al semaforo successivo rientrando sulla mia corsia. Io, da parte mia, ho risposto con un elegante rataflash di abbaglianti corredato da un breve, ma deciso, segnale di avvisatore acustico.

Era chiaro fin dall’inizio che non poteva finire qui infatti il tizio apre la portiera fa per avvicinarsi. Io a quel punto sono gia’ fuori da un pezzo e mentre lui abbozza un “Ma stavi dormendo?” Io ho tutto il tempo di ricordargli di andare affanculo, di riguardarsi il codice della strada, di chiedergli se l’aveva visto il vecchio, di ripassare da affanculo. Entrambe soddisfatti da questo scambio di complimenti mattutini siamo ripartiti verso le rispettive destinazioni.

Che figata andare a lavorare in macchina in città.

Questioni centrali

L’infinita verifica di governo si è quasi conclusa con un brillante comizio in prima serata del capo del governo: dopo mesi e mesi di esternazioni e panni sporchi lavati in TV pare si siano accordati su qualcosa e visto che grosse poltrone non si sono mosse probabilmente si tratta di pura spartizione di potere interna.
E’ buffo notare come sui vari punti in discussione ci siano proposte (più o meno sgangherate) dei partiti minori mentre il partitone, lungi dall’avere un’idea che non sia “accumulo di potere per non finire in galera”, non abbia proposto nulla se non un Costanzissimo “Boni, state bbboni”.
D’altra parte per la bellicosa sinistra il problema centrale degli ultimi giorni è stata la scelta della preposizione tra “Uniti” e “Ulivo” e il colore dello sfondo del simbolo: temibile macchina da guerra…
Così temibile che Silvio ormai da parecchio non cita più gli avversari politici nei suoi discorsi e si concentra sui giudici, chè quelli sì che gli fan paura.
Si potrebbero tirare due somme e scoprire che il panorama delle ultime settimane ha generosamente regalato un simbolino nuovo da una parte e un (declassato?) “consigiere per l’economia” dall’altra.
Domani inizia l’assemblea che dovrebbe battezzare la lista unitaria del centrosinistra (o centro-sinistra?): verrà decisa una strategia comune o saranno ancora seghe con la colonna sonora di Guccini?