Archivio mensile:agosto 2004

Cercando l’altro punto di vista

A vivere in città per una vita si rischia di perdere di vista il proprio ruolo sul globo. Là dove la natura è addomesticata è facile illudersi di avere potere su di essa o comunque di non dovere nulla a quella serie di forze che muovono tutto. Basta un nastro d’asfalto e ci si illude di aver cancellato le distanze, quattro mura ed un termosifone danno la certezza di essere protetti e cosi’ via fino a stravolgere il senso di tutto e pensare che non c’e’ nulla che conti davvero al di fuori di quello che ci gira intorno. Vivere, cioè, con una scala delle distanze, dei tempi, dei pericoli tarata sulle nostre proporzioni e senza l’umiltà di pensare tutto cio’ limitante.
La ricerca dell’assoluto, ognuno se la fa se e come meglio crede. Io per questa lieve incombenza vado in montagna.
Che tu stia camminando o sciando in montagna, che tu sia in parete o su un giacciaio devi sempre e comunque saper chiedere permesso alla Natura prima di passare, cercare di di coglierne i segnali qer capire quando ti dice di tornare indietro o che puoi anche continuare. E’ una di quelle condizioni in cui riesco a intuire le giuste proporzioni e, di solito, mi ci perdo.
Là dove basta pò di pioggia tirata su all’improvviso nel momento sbagliato o vento freddo quando meno te l’aspetti per schiacciarti alle tue reali fragili dimensioni il grossolano errore di valutazione dell’ego risulta abbastanza evidente.
Questo è uno dei motivi per cui considero il momento in cui si giunge in vetta come un pareggio gentilmente concesso e non certo come una vittoria, o tantomeno una conquista.