Archivio mensile:aprile 2008

La terza madre

Ammetto di essermi perso sia Suspiria che Inferno, in gioventù, quindi probabilmente non ho colto una serie di riferimenti nel film. Resta comunque il fatto che l’impressione ricavata dall’ora e mezza del lavoro di Argento è decisamente negativa. Solo poco tempo fa ho visto Phenomena ed ero rimasto colpito dal fatto che non ci fosse suspance, non facesse paura, fosse recitato abbastanza male e avesse l’aria tutto sommato di un buon prodotto fatto da appassionati piu’ che da professionisti. Nelle scene finali mi è pure venuto da ridere.
Sono passati venti anni, ma Argento sembra sempre il giovinetto di allora: La terza madre non fa paura, non c’è tensione, ha effetti speciali fatti in maniera imbarazzante e la recitazione è dilettantesca al punto che quando compare un attore vero tipo Philippe Leroy, stona.
Il film merita un 5. Si salva da un inglorioso 4 solo per il solito (ma godibile) piano sequenza che segue la protagonista verso la fine del film, e per il fatto di avere un paio di scene girate in esterno fuori dall’abbazia che sta alla fine del viale alberato che conduce alla mia magione.

Liste

L’agone elettorale tira sempre fuori il meglio della politica (pi minuscola). Ne avevo già parlato nel caso delle comunali torinesi del 2006, ma anche a questo giro non si scherza. Stavo girando tra  i vari siti dei partiti e mi sono imbattuto nel movimento politico “Il loto“.
Il sito web de “Il loto” mette in homepage il faccione piacione del fondatore Luigi Ferrante ed è alla ricerca di nuovi adepti tramite l’apposita sezione “Casting”…. quando si dice un movimento con una base forte…

Musinè by night

Un sentito ringraziamento va a chi ha deciso di marcare il sentiero della normale al Musinè con pittura bianca.

Neanche questa sera sono riuscito ad uscire alle 18 dall’ufficio quindi i miei piani di fare la solita sgambata in infrasettimanale alla luce naturale grazie all’ora legale sono andati un po’ a pallino. Sono partito dalla fontanella alle 19:30 e sono arrivato in cima un ora dopo. A quell’ora inizia a fare buio.
Ad essere precisi ci ho messo meno di un’ora (00.59.34) che, dato il mio precario stato di forma, rimane comunque un buon risultato. Si tenga presente che avevo anche zaino con: casco, giacca moto, vestito da ufficio, puttanate varie e un hard disk (serve sempre in quota).

Resta il fatto che al momento di iniziare la discesa era abbastanza buio quindi sfoggio la mia frontale e affronto impavido l’agone. Merda di cane se mi sono ricordato di cambiare le pile: più che un fascio di luce quello emesso è un alone biancastro che appanna la visuale e appiattisce il terreno. Proprio quello che serve in montagna. Oltre il mezzo metro non si vede nulla. Alla fine seguendo una ad una le tacche bianche arrivo alla moto impiegandoci un’altra ora: inaudito.

P.S. Ma quanti campi da calcio strailluminati ci sono a Torino?