La terza madre
Sono passati venti anni, ma Argento sembra sempre il giovinetto di allora: La terza madre non fa paura, non c'è tensione, ha effetti speciali fatti in maniera imbarazzante e la recitazione è dilettantesca al punto che quando compare un attore vero tipo Philippe Leroy, stona.
Il film merita un 5. Si salva da un inglorioso 4 solo per il solito (ma godibile) piano sequenza che segue la protagonista verso la fine del film, e per il fatto di avere un paio di scene girate in esterno fuori dall'abbazia che sta alla fine del viale alberato che conduce alla mia magione.